Asset Reali Tokenizzati

Treasury tokenizzati: BUIDL, BENJI, USDY e come comprarli dall'Italia

I Treasury tokenizzati offrono un’esposizione digitale ai titoli di Stato USA tramite strutture regolamentate, con vantaggi in flessibilità e accesso, ma comportano rischi specifici legati alla natura intermediata dell’investimento.

Marco Imperiali
28/04/2026
6 min di lettura
Treasury tokenizzati: BUIDL, BENJI, USDY e come comprarli dall'Italia

Negli ultimi mesi i Treasury tokenizzati sono diventati uno dei segmenti più discussi della tokenizzazione degli asset reali.

Il motivo è semplice: combinano uno degli strumenti finanziari più utilizzati al mondo, i titoli di Stato statunitensi, con infrastrutture blockchain che promettono maggiore flessibilità, trasferibilità e integrazione con il mondo digitale.

Nel 2026 è però importante chiarire subito un punto.

Quando si investe in un Treasury tokenizzato, nella maggior parte dei casi non si acquista direttamente un titolo di Stato americano, ma una struttura che detiene Treasury e ne distribuisce i rendimenti attraverso un token.

Può sembrare una differenza sottile, ma in realtà cambia completamente il profilo di rischio, la regolamentazione, la fiscalità e le modalità di accesso.

Cosa sono i Treasury tokenizzati

I Treasury tokenizzati sono strumenti che replicano l'esposizione ai titoli di Stato americani attraverso token registrati su blockchain.

Dietro questi token si trovano generalmente fondi monetari, veicoli regolamentati oppure portafogli investiti in Treasury a breve termine.

L'investitore acquista quindi un token che rappresenta un diritto economico collegato agli asset sottostanti.

Questo significa che il rendimento deriva dai Treasury detenuti dalla struttura, ma il possessore del token non detiene direttamente il titolo di Stato.

È uno dei concetti più importanti da comprendere quando si parla di tokenizzazione degli strumenti finanziari.

I principali progetti nel 2026

Il mercato è dominato da alcuni progetti che stanno attirando l'interesse di istituzioni finanziarie, fondi e investitori professionali.

BUIDL

BUIDL è il fondo tokenizzato promosso da BlackRock.

Rappresenta probabilmente il caso più famoso del settore grazie al coinvolgimento diretto del più grande gestore patrimoniale del mondo.

Il fondo investe principalmente in strumenti collegati ai Treasury USA e utilizza la blockchain per rappresentare le quote detenute dagli investitori.

L'accesso è attualmente rivolto soprattutto a soggetti istituzionali e investitori professionali.

BENJI

BENJI è il progetto sviluppato da Franklin Templeton.

Si tratta di uno dei primi fondi tokenizzati realmente operativi su blockchain pubblica.

L'obiettivo è mantenere una struttura conforme alle normative finanziarie tradizionali utilizzando allo stesso tempo infrastrutture blockchain per la registrazione e la gestione delle quote.

È uno dei casi più concreti di convergenza tra finanza tradizionale e tokenizzazione.

OUSG

OUSG è una soluzione sviluppata da Ondo Finance.

Il prodotto offre esposizione a Treasury USA attraverso ETF e strumenti finanziari tradizionali, ma con una rappresentazione tokenizzata.

Il suo obiettivo è fungere da ponte tra il mondo della finanza tradizionale e l'ecosistema blockchain.

USDY

USDY è probabilmente il prodotto più conosciuto dagli investitori provenienti dal mondo crypto.

Anche in questo caso troviamo una struttura collegata a Treasury USA e depositi bancari che genera rendimento reale.

A differenza di altri prodotti più istituzionali, USDY è stato progettato per essere maggiormente integrabile con wallet, protocolli DeFi e infrastrutture blockchain.

Come comprarli dall'Italia: passaggi, requisiti e fiscalità

Questa è probabilmente la domanda più interessante per molti investitori.

La risposta dipende dal prodotto scelto.

Nel caso di USDY di Ondo Finance, l'acquisto diretto tramite l'emittente è generalmente riservato a investitori qualificati in Europa. Tuttavia il token può essere acquistato sul mercato secondario.

Ad esempio, nell'ecosistema Solana è possibile trovare USDY su Orca, uno dei principali exchange decentralizzati della rete. In questo caso l'investitore utilizza un wallet compatibile con Solana e acquista il token direttamente sul DEX.

Anche Pendle Finance ospita mercati dedicati a USDY e ad altri token che distribuiscono rendimento derivante da Treasury, consentendo agli utenti di negoziare separatamente rendimento e capitale.

Per quanto riguarda USDM di Mountain Protocol, il prodotto risulta oggi uno dei più accessibili all'interno dell'ecosistema DeFi. È disponibile su Ethereum, Polygon e Base ed è integrato con diverse applicazioni decentralizzate.

Sul fronte più istituzionale troviamo invece BENJI di Franklin Templeton. Il prodotto è disponibile su Ethereum e Stellar, ma l'accesso diretto dipende dalla giurisdizione e dai canali distributivi autorizzati.

Anche gli exchange centralizzati stanno iniziando a muoversi.

Uno dei casi più interessanti è Kraken, che ha già integrato BENJI all'interno della propria infrastruttura per alcuni clienti istituzionali. Molti osservatori ritengono che in futuro potrebbero arrivare soluzioni sempre più accessibili anche agli investitori retail.

In termini pratici, oggi un investitore italiano interessato ai Treasury tokenizzati utilizza principalmente:

  • Orca (USDY su Solana)

  • Uniswap

  • Pendle Finance

  • Curve Finance

  • protocolli DeFi compatibili con USDM

  • canali istituzionali dedicati per BENJI e BUIDL

È però importante verificare sempre eventuali restrizioni geografiche, requisiti KYC e limiti normativi applicabili alla propria situazione.

Accesso dall'Italia nel 2026

Dal punto di vista europeo e italiano l'accesso rimane ancora limitato rispetto agli strumenti finanziari tradizionali.

Molti prodotti richiedono procedure KYC avanzate e, nel caso dell'accesso diretto tramite emittente, possono essere riservati a investitori qualificati.

Inoltre questi strumenti non rientrano generalmente nel perimetro del regolamento MiCA, poiché sono collegati a strumenti finanziari reali.

Si trovano quindi in una zona di confine tra finanza tradizionale e infrastrutture blockchain.

Tassazione

La fiscalità rappresenta uno degli aspetti più complessi.

In linea generale, i rendimenti possono essere trattati come redditi di natura finanziaria e le eventuali plusvalenze possono essere soggette all'aliquota del 26%.

Tuttavia non esiste una regola unica valida per tutti i prodotti.

La tassazione dipende dalla struttura utilizzata, dalla modalità di distribuzione dei rendimenti e dall'inquadramento giuridico dello strumento.

Per questo motivo è sempre opportuno analizzare il singolo prodotto e valutare la propria situazione fiscale specifica.

Il vantaggio reale

L'interesse verso i Treasury tokenizzati non deriva dalla blockchain in sé.

Il vero valore nasce dalla possibilità di combinare rendimenti derivanti da asset reali con infrastrutture digitali più flessibili.

La possibilità di utilizzare wallet, integrare questi strumenti nella DeFi e gestire asset finanziari tramite infrastrutture on-chain rappresenta una novità importante rispetto ai modelli tradizionali.

Inoltre la tokenizzazione introduce un concetto storico per il settore finanziario: l'autocustodia di strumenti collegati ai mercati obbligazionari.

I rischi da considerare

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda i rischi.

Quando si acquista un Treasury tokenizzato non si acquista normalmente il Treasury in maniera diretta.

Si acquista una struttura che detiene Treasury.

Questo introduce livelli aggiuntivi di rischio legati all'emittente, al veicolo utilizzato, alla liquidità del token e alla struttura operativa del progetto.

La tokenizzazione non elimina i rischi. Li modifica.

Collegamento con la tokenizzazione degli asset reali

I Treasury tokenizzati rappresentano oggi uno dei migliori esempi di applicazione concreta della tokenizzazione.

Mostrano chiaramente che la tokenizzazione non crea valore dal nulla e non trasforma automaticamente un investimento in qualcosa di migliore.

Ciò che cambia è l'infrastruttura utilizzata per distribuire, detenere e trasferire gli asset.

Ed è proprio questo che sta attirando l'attenzione delle principali istituzioni finanziarie globali.

Conclusione

Nel 2026 i Treasury tokenizzati rappresentano una delle applicazioni più mature della tokenizzazione degli asset reali.

Sono strumenti funzionanti, già utilizzati da alcune delle più grandi istituzioni finanziarie del mondo, ma non vanno confusi con i titoli di Stato tradizionali.

L'investitore acquista infatti una struttura che rappresenta l'esposizione ai Treasury, con vantaggi e rischi differenti rispetto al possesso diretto.

La crescita di prodotti come BUIDL, BENJI, OUSG e USDY dimostra però che la finanza tradizionale sta iniziando a utilizzare la blockchain non più come sperimentazione, ma come infrastruttura operativa.


VERDETTO ASSETREALI.IT

Cosa si crede

Che i Treasury tokenizzati siano equivalenti ai titoli di Stato.

Cosa consente la struttura

Permette di ottenere esposizione a rendimenti collegati ai Treasury attraverso infrastrutture blockchain e wallet digitali.

Cosa accade nella pratica

Si introduce un livello aggiuntivo di intermediazione, ma anche una flessibilità operativa che non esiste nella finanza tradizionale.


Disclaimer

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono consulenza finanziaria, legale o fiscale né raccomandazione di investimento. Gli investimenti in asset reali, strumenti finanziari e asset tokenizzati comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale.

Condividi

Articoli Correlati