Asset Reali Tokenizzati

Asset tokenizzati e Agenzia delle Entrate: le regole 2026

La normativa italiana del 2026 definisce e tassa le cripto-attività, ma lascia ancora incertezza sul trattamento fiscale specifico degli asset tokenizzati rappresentativi di beni reali.

Marco Imperiali
01/05/2026
4 min di lettura
Asset tokenizzati e Agenzia delle Entrate: le regole 2026

Negli ultimi anni il tema della tokenizzazione degli asset reali (Real World Asset – RWA) ha iniziato a emergere anche nel dibattito fiscale italiano. Se la tecnologia blockchain permette di rappresentare asset come immobili, obbligazioni, fondi o crediti tramite token digitali, la questione centrale resta sempre la stessa: come vengono trattati fiscalmente questi strumenti in Italia?

Nel 2026 il quadro normativo italiano sugli asset digitali è più definito rispetto al passato, grazie soprattutto alle norme introdotte con la Legge di Bilancio 2023 e ai chiarimenti successivi dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, quando si parla di asset tokenizzati e RWA, rimangono ancora diverse zone grigie.

Per capire la situazione attuale è utile distinguere tra ciò che è stato chiarito ufficialmente e ciò che invece non è ancora stato regolato in modo esplicito.

Cosa ha chiarito l’Agenzia delle Entrate

1. La definizione fiscale di “cripto-attività”

Il primo passo importante è stato l’introduzione nella normativa italiana della categoria fiscale delle cripto-attività.

Secondo la normativa introdotta nel 2023, le cripto-attività sono definite come “rappresentazioni digitali di valore o diritti trasferibili e memorizzabili tramite tecnologia DLT o simili”.

Questa definizione è molto ampia e include:

  • criptovalute

  • token digitali

  • NFT

  • token rappresentativi di diritti economici

In pratica, la normativa non distingue la tecnologia utilizzata, ma considera il token come una rappresentazione digitale di un valore o di un diritto.


2. Tassazione delle plusvalenze

La normativa fiscale italiana stabilisce che le plusvalenze derivanti da operazioni su cripto-attività sono considerate redditi diversi di natura finanziaria.

In termini pratici significa che:

  • le plusvalenze sono tassate con imposta sostitutiva

  • l’aliquota era 26% fino al 2025

  • dal 2026 l’aliquota sale al 33%

Questo regime si applica alle persone fisiche che operano al di fuori di attività d’impresa.


3. Obblighi di dichiarazione (Quadro RW)

Un altro chiarimento importante riguarda gli obblighi dichiarativi.

Gli asset digitali devono essere indicati nella dichiarazione dei redditi italiana nel quadro RW, utilizzato per il monitoraggio fiscale degli asset detenuti all’estero.

Questo obbligo si applica anche se:

  • non sono state effettuate operazioni di vendita

  • non sono state realizzate plusvalenze

L’obiettivo è permettere all’amministrazione fiscale di monitorare la detenzione di asset digitali.


4. Imposta patrimoniale sugli asset digitali

La normativa italiana ha introdotto anche una imposta sul valore delle cripto-attività, simile a quella prevista per altre attività finanziarie.

L’aliquota è pari allo 0,2% del valore degli asset detenuti.

Questa imposta si applica generalmente al valore delle cripto-attività detenute a fine anno.


Dove si collocano gli asset tokenizzati (RWA)

Il punto più interessante riguarda proprio i token che rappresentano asset reali.

Tra gli esempi più comuni troviamo:

  • immobili tokenizzati

  • obbligazioni tokenizzate

  • fondi tokenizzati

  • credito privato tokenizzato

  • materie prime tokenizzate

Questi strumenti sono diversi dalle criptovalute tradizionali perché rappresentano diritti economici su asset reali.

Il problema è che la normativa fiscale italiana non ha ancora creato una categoria specifica per questi strumenti.


Le zone grigie nella normativa

1. Differenza tra crypto-asset e strumenti finanziari tokenizzati

Se un token rappresenta uno strumento finanziario tradizionale (come azioni o obbligazioni), potrebbe essere trattato fiscalmente come uno strumento finanziario.

In questo caso entrano in gioco normative diverse, come:

Ma la normativa fiscale non ha ancora definito con precisione quando un token RWA debba essere trattato come crypto-asset o come titolo finanziario.


2. Token che rappresentano diritti economici

Un’altra area grigia riguarda i token che rappresentano:

  • diritti sui flussi di cassa

  • partecipazioni economiche

  • quote di progetti finanziari

Questi strumenti sono molto diffusi nel settore della tokenizzazione degli asset reali, ma non esiste ancora una classificazione fiscale specifica.

In molti casi la loro tassazione dipende dalla struttura legale del progetto.


3. Tokenizzazione di asset non finanziari

Un’ulteriore incertezza riguarda la tokenizzazione di asset non finanziari come:

  • immobili

  • opere d’arte

  • materie prime

In questi casi il token rappresenta un diritto economico su un bene reale.

Dal punto di vista fiscale non è ancora chiaro se questi strumenti debbano essere trattati come:

  • asset finanziari

  • crypto-asset

  • diritti patrimoniali


# Un quadro normativo ancora in evoluzione

Il settore degli asset tokenizzati è in forte evoluzione e la normativa fiscale fatica a tenere il passo con l’innovazione tecnologica.

Molti sistemi fiscali nel mondo stanno affrontando lo stesso problema: la tecnologia cambia più velocemente della regolamentazione.

Per questo motivo le autorità fiscali spesso applicano norme esistenti a strumenti tecnologicamente nuovi.


Conclusione

Nel 2026 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito diversi aspetti fondamentali della fiscalità degli asset digitali:

  • definizione di cripto-attività

  • tassazione delle plusvalenze

  • obblighi di dichiarazione

  • imposta patrimoniale sugli asset digitali

Tuttavia, il settore degli asset tokenizzati e dei Real World Asset (RWA) presenta ancora diverse aree di incertezza.

Molti token che rappresentano asset reali non rientrano perfettamente nelle categorie fiscali esistenti.

È quindi probabile che nei prossimi anni l’evoluzione della tokenizzazione porterà anche a nuovi chiarimenti normativi e fiscali.


VERDETTO ASSETREALI.IT

Cosa si crede

La normativa fiscale sugli asset tokenizzati sia già completamente definita.

Cosa consente la struttura

L’Italia ha introdotto regole fiscali chiare per le cripto-attività e la loro dichiarazione.

Cosa accade nella pratica

Per i token che rappresentano asset reali esistono ancora diverse aree grigie che potrebbero essere chiarite nei prossimi anni.


Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono consulenza finanziaria, legale o fiscale né raccomandazione di investimento. Gli investimenti in asset reali, strumenti finanziari e asset tokenizzati comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale.

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